martedì 19 marzo 2013

VOCALI



u
Se ben la guardi è un castelluccio
con due torrioni, con un tettuccio...
Forse mi sbaglio ed è un torello:
laggiù nel campo corre bel bello.

a
E' una bambina- un po' pienotta
con le treccine-, con la panciotta..
o forse è solo - un puf piccino
adatto solo - a un elfo bambino.

e
Spunta fra l'erba- una foglina
un po' lunghetta- tanto piccina...
se poi è in fuga- con tante uguali
è solo fumo- o tante ali.

i
Un seggiolino- col poggiatesta
un principino- corona in testa:
un amo pare- pronto alla pesca:
lo puoi lanciare- se metti l'esca.

o
Ecco un bimbetto- col ricciolino
è una boccuccia- un frutto piccino
anche un'oliva- o un pesce palla
che se si gonfia- sta anche a galla.








mercoledì 2 gennaio 2013

Malinconie di tredicenne


La Dama

Essa, pallida signorina triste,
è sempre sola
e pur sempre s'accompagna
ha in man le liste
e dalla gente segnata vola.
Com'entra i bimbi s'acquietano intimiditi
e i vecchi sospirano
pensando a tempi lontani e finiti.
Lei si ferma, sorride e spera
d'aver la casa sua trovata
ma non è ver e presto n'é cacciata,
quando un bimbo scherza,
un vecchio ride dolcemente
e i neri pensieri volano via,
allora lei fugge piangente
a cercar altro loco, altra via
alla cerca di povera gente
che no, non la possa mandar via..
E quivi resta sovrana
fra miseria e stenti
prima che qualcuno tenti
di mandarla lontana:
un viso di fanciulla
un riso di bimbo
un canto di mamma vicino alla culla.
La conoscete?
Col suo nero vestito ci ha visto
ci tien compagnia
fin dalla lontana infanzia:
è Lady Malinconia.

Laila, a 13 anni


A 13 anni amavo Ulisse



E van le svelte navi
guidate da Ulisse:
Or non più canti in domestici lari,
ma mari e cieli, cieli e mari
E van gagliardi pensando a lontane spose
di là a, la scritta "Non più oltre".
Ed ecco dallo Stretto dove il Forte pose,
fatidicsi à degli offesi dei:
Giove gransquarcia la coltre
della bontde pieno di livore
manda fulmini ai nauti rei
e all'incauto capo navigatore.
Su tutti, spauriti, domina Ulisse
che là sulla tolda forte disse:
"In vita mia, neppur in mia lontana terra
vidi mai tempesta più bella!" .
E subito a singolar tragico tenzone
stanno Ulisse e lo sposo di Giunone,
né d'aidar l'Astuto i Nauti hanno speranza
perché già combattere devono, e inizia la danza!
O danza tragica e immane
in cui Titani combattono figure umane!
Eolo soffia e rovescia scuri nembi
che van vagando nel cielo tempestoso
mentre ruggendo allarga di nubi lembi
coprendo il bel sole luminoso.
Anche Nettun muggisce e onde avvita
rovesciando immani muri acquosi
su d'Ulisse i compagni, per spezzar loro vita.
Così s'agitano i tremendi marosi
finché tutto scompare in nulla:
le onde si richiudono sopra di loro
che più non vedran occhio di fanciulla
né di bimbi bei riccioli d'oro.
I nembi si dissolvono lenti
quasi con malinconia,
mentre fuggono svelti  Eolo e i suoi Venti.
Torna Nettuno nei suoi antri marini
nel suo regno, tra alghe e pesciolini.
E Febo sorride, velato da nuvolette rosa:
solo qualche relitto informe piange
sull'onda lenta e sonnacchiosa.

 
Laila, a 13 anni



IL MIO FRATELLINO- A 10 anni filastroccavo così!



IL MIO FRATELLINO  E' COME IL TUONO
(scherzo)

Oscuri nembi volano
nel tempestoso cielo
che avvolge come un velo
le terre, i laghi e i mar.
E lampi saettando
squarcian la volta oscura
e il tuon viene rombando...
Ma da lontana loggia,
scende, lenta e benefica, la pioggia.





martedì 11 dicembre 2012

La Vera Pastorale del Santo Natale



Mamma mia. Ho appena letto versioni di questo classico canto delle pive che sono una vergogna, ortograficamente scorrette e sgrammaticate. Roba da matti. Su You Tube ce n'è persino una versione tanto sbagliata anche dal punto di vista musicale che, in confronto, i cori da osteria sono cori angelici. Tanti, tanti anni fa (sigh) questa è stata la prima musica che ho suonato sul pianoforte, in uno spartito che portava due versioni, violino/violino e violino/basso, e le parole sotto alle note. E' la classica pastorale suonata dalle pive, quando c'erano montanari che sfuggivano la fame e la durezza dell'inverno in montagna scendendo a valle con i loro strumenti, in quella che per loro era davvero un "orrido rigor - di stagion cruda", come recitano i semplici versi. Eccoli.

Nell’orrido rigor - di stagion cruda
Nascesti o mio Gesù – nella capanna   (bis)

Non fra genti - ma fra giumenti - in Betlemme è il Tuo Natal!
Amabil Dio! E questo fatto l’hai - per amor mio!  (bis)

Caro eletto pargoletto – quanto questa povertà
Più m’innamora!  Giacché ti fece amor povero ancora!   (bis)

(sul suono delle campane): Adoriamo il Bambino! Adoriamo il buon Gesù!
 


giovedì 12 luglio 2012

IL NONSENSE DI G-LI



Da "LA NEBULOSA GRAMMATICA", 
il Romanzo della Grammatica, per i bambini

Glenda glissa sul glucosio
perché sa che le fa male.
Dice: "Navigo nell'Oglio,
mangio aglio, pepe e sale!"
Mentre il glicine alla porta
dolcemente par glissare
Glenda mangia la sua glassa
e finge il glifo di ammirare! 
Il glissato al pianoforte 

Di GA GO GU GHI GHE




Da: LA NEBULOSA GRAMMATICA, 
il romanzo della Grammatica, per i bambini



Diego in ghingheri va al Bigo,

non c'è diga che lo tenga!


Ma da ghiotto è prima al frigo:

che lo aspetti, la sua ghenga!